Ue, a Consiglio straordinario arriva la crisi dell'Est Europa

| domenica 1 marzo 2009

Europa album coverImage via Wikipedia

In attesa del pranzo che verificherà il livello di tenuta dell'Europa di fronte alla crisi economica globale, la vera notizia di questa mattina è che esiste nuovamente un'Europa dell'Est. Nove Paesi dell'ex Cortina di ferro che sono entrati nell'Europa unita si sono riuniti questa mattina presso la Rappresentanza polacca di Bruxelles.

In molti hanno rivisto fantasmi del passato riapparire, altri temono che sia il presente a creare problemi e l'Economist, sinistramente, titolo su "Il conto che potrebbe spaccare l'Europa". Il conto è quello della crisi finanziaria che ha travolto le banche nell'Est e che coinvolge anche gli Stati centro-orientali e il loro default.

L'Ungheria aveva chiesto che già al Consiglio di oggi venissero decisi aiuti per questi Paesi ed aveva proposto un pacchetto da 180 miliardi di euro. Ma la presidenza di turno, nelle mani della Repubblica Ceca, venerdì ha negato che il Consiglio di oggi possa prendere decisioni in questo senso.

Così il rischio della riunione di oggi è solo quello di presentare un'Europa paralizzata dalla divisioni interne: la prudenza della Germania, l'insistenza di Italia e Francia per decisioni sulla definizione degli aiuti di Stato allargando i vincoli attuali e per aiuti alle industrie nazionali per non perdere concorrenza rispetto a quelle americane sostenute dal piano Obama, la Gran Bretagna concentrata sul G20 di Londra, le nuove economie dell'Est che pressate dalla crisi chiedono procedure più snelle per l'ingresso nell'area dell'euro.

Ma su ciascuna delle questioni che potrebbero essere affrontate oggi non c'è consenso nell'Unione.

E Marco Annunziata, analista di Unicredit, commenta: "Tutto questo è terribilmente imbarazzante per i leader dell'Europa che hanno passato i primi 12 mesi della crisi a congratularsi per la supposta maggiore invulnerabilità delle proprie economie".

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